13 novembre


Sorprendendo tutti, Luana annuncia solennemente : stasera cucino io !

La guardo perplesso, ma sono curioso. L’avevo vista strimpellare in internet. Deve aver scovato una ricetta sfiziosa. Qualche minuto dopo la sentiamo in cucina sbattere bianco d’uovo, mescolare lievito, yogurt e altri ingredienti. Dopo aver delicatamente adagiato delle cucchiaiate di composto sulla carta da forno, inforna tutto a 150° leccandosi i baffi. Risultato atteso : dei soffici panini bianchi spessi qualche centimetro da farcire a piacimento.
Nulla di meglio, per una cena leggera, ci diciamo.

Venti minuti dopo, un leggero odore di bruciato la fa precipitare davanti al forno. Una soffocata esclamazione di delusione mi fa accorrere in cucina per solidarietà. Attraverso il vetro scorgiamo, piatte e sottili come macchie su un tessuto, delle specie di chips giganti, tutte bruciacchiate. Nella (la mamma) ed io non riusciamo a trattenerci e ci pieghiamo in due dal mal di pancia per le risate. Asciugandoci le lacrime tentiamo nondimeno di assaggiare i prodotti. Quel che rimane, raschiato il carbone, é insipido e davvero poco appetitoso. Ci rassegniamo quindi a cenare con pane e salame, soprattutto dopo aver costatato che i frammenti informi di questi panini rimangono a galleggiare a lungo prima che il povero WC li digerisca.

La notizia non rimane confinata fra le mura domestiche. Nella, con voce concitata e rotta da ilari singhiozzi, telefona a sua sorella. Poco dopo, l’intero villaggio si scambia scherzosamente la ricetta delle cialde di Luana.

È destino, il ruolo di cuoco di famiglia mi rimarrà appiccicato addosso come le cialde sulla carta da forno.

 

Romano