Il diario di viaggio
Una nuova esperienza di vita
Febbraio 2017
“Ma siete proprio sicuri ?” ripete per ben tre volte l’impiegata dell’agenzia delle entrate di Ragusa dove ci siamo recati per ottenere il codice fiscale che ci serve per richiedere la residenza a Chiaramonte Gulfi, Sicilia.
“No, perché tutti scappano e voi arrivate …” aggiunge quando vede stampata sui nostri visi un’espressione in bilico fra l’interrogativo e l’inquieto.
È l’inizio di una nuova avventura. Voltiamo di nuovo pagina per scrivere su un altro foglio bianco della nostra vita.
Benché il nostro amore per il mare rimanga invariato, dopo quasi sei anni di vita nomade a bordo, di “velabondaggio”, é giunto il momento di mettere radici da qualche parte.
Dopo aver valutato - ognuno per conto proprio - una ventina di criteri di scelta (clima, stabilità politica, costo della vita, qualità delle strutture sanitarie, lingua, vicinanza dal Ticino, offerta culturale, prodotti alimentari, ecc), Luana ed io siamo entrambi giunti allo stesso risultato : le Isole Canarie al primo posto e la Sicilia al secondo, sono, a nostro soggettivo giudizio, i luoghi più ideali dove vivere alla nostra età e nelle nostre condizioni economiche e famigliari.
La scelta é quindi caduta sulla Sicilia, da un lato perché le Canarie possono rappresentare ancora un ulteriore progetto per il futuro e d’altro lato perché siamo stati calamitati da un vecchio mulino del 600 che ci piace pensare abbia voluto affidarci la missione di contribuire a conservarlo nel tempo.
Così avremo il privilegio di salvaguardare per qualche anno una pagina di storia della Sicilia, un monumento che grazie alle nostre cure passerà ad altre generazioni.
E la barca ? Dopo un inverno trascorso all’asciutto per rigenerare lo scafo, tornerà baldanzosa in acqua a metà aprile per divertirci e rilassarci insieme ai nostri ospiti in navigazioni costiere a sud della Sicilia e nel canale di Sicilia fino a Malta, Pantelleria o Lampedusa.
Stiamo allestendo delle proposte di itinerari di uno e più giorni in modo tale da conciliare una navigazione tranquilla con l’enorme patrimonio storico, culturale e gastronomico che questa magnifica area del Mediterraneo é in grado di offrire.
Il presente diario sarà pertanto confrontato con una biforcazione.
Da un lato le nostre avventure al Mulino e d’altro lato le navigazioni che contiamo di effettuare nel corso dell’estate, sia sotto l’egida dell’Associazione Eleuthera, a scopo benefico, sia per il piacere nostro e dei nostri ospiti.
Romano e Luana
Un lungo silenzio … per riflettere, guardarsi attorno e decidere i prossimi passi
26 dicembre
“Cari tutti, la nostra barca a vela Seol Eile é ormai ormeggiata al Waterford City Marina per un ben meritato riposo dopo i suoi sei anni di “circoncisione”.
Mayra ed io stiamo tentando di riacquistare una vita più normale, dal momento che stiamo cercando di riaccollarci le responsabilità e i doveri che abbiamo così a lungo negletti. Stiamo parimenti facendo un po’ d’ordine fra le dozzine di diari di bordo raccolti e stiamo catalogando la miriade di foto che abbiamo scattato.
Mentre siamo impegnati in questo piacevole lavoro, rimaniamo impressionati dal numero di gente favolosa che ha navigato con noi, fornendoci assistenza e supporto in dozzine di porti e in più occasioni anche in mare, o ancora inviandoci informazioni sulle condizioni locali, la meteo, ecc. Quando questo lavoro sarà completato procederemo con ringraziamenti specifici (e laddove possibile qualche foto) ai singoli interessati.
Al tempo stesso invitiamo tutti voi, signore e signori, qualora veniste a trovarvi nei paraggi dell’Irlanda, offrendovi l’ospitalità della nostra casa di Kilkenny, Irlanda. Cogliamo questa opportunità per augurare a tutti un felice Natale e un prospero anno nuovo e speriamo di incontrarvi ancora, presto o tardi. Mayra e Paraic”
Gli auguri ricevuti da due giramondo irlandesi con i quali abbiamo a più riprese incrociato la rotta in Oceano Pacifico, fanno riaffiorare gli splendidi ricordi della vita di mare, degli incontri, apparentemente casuali, carichi di emozioni e di quelle profonde amicizie che soltanto la vita estrema caratterizzata dalla costante consapevolezza di essere sempre appesi a un filo, sanno creare.
Questo breve email tratteggia e condensa la situazioni in cui vengono a trovarsi tutti i giramondo al loro rientro. Spaesati dai cambiamenti intervenuti, nuovamente confrontati con doveri e responsabilità a lungo accantonati, nostalgicamente immersi nell’overdose di ricordi e … disorientati circa il futuro.
Insomma, una specie di sindrome di Peter Pan che ci accomuna tutti.
Romano
Schiavi dei robot
17 novembre
Ogni volta che torniamo alle radici, in Ticino, ci sentiamo un po’ più inadeguati e spaesati della volta precedente. Vivere in barca é un po’ come vivere in un altro mondo e ad un altro ritmo, lontani dall’evoluzione frenetica del tempo e dalle novità di cui é lastricato il sentiero della storia. Così, guidare nei centri cittadini, fra nuovi sensi unici, percorsi obbligati, lavori in corso, aree di posteggio scomparse, circonvallazioni, gallerie e semisvincoli, diventa un esercizio di grande concentrazione. Prelevare allo sportello banconote da 500 franchi per sentirsi rispondere che ormai da parecchio sono state messe fuori corso, ci fa arrossire. Ci sentiamo anche noi ragazzi della Via Gluck nel constatare come altri terreni e vigneti siano stati aggrediti dalle ruspe. Là dove c’era l’erba ora c’é … una caterva di palazzine che insinua l’interrogativo : ci sarà gente a sufficienza per occupare tutte queste case ? Non si rischia il fenomeno della abitazioni sfitte ? La velocità con cui appaiono sul mercato nuovi cellulari, aggeggi e giochi elettronici, modelli di automobili, ci sorprende. Possibile che tutto diventi così obsoleto sempre più in fretta ? Guardando il nostro cellulare “vecchio” di soli tre anni, proviamo tenerezza. Speriamo che duri.
Apprendere la scomparsa di qualche amico o conoscente ci confronta con la legge dell’impermanenza. Tutto sorge e passa. Quello che sta fra i due (nascita e scomparsa) ce lo creiamo con l’atteggiamento mentale.
Ma ciò che forse chi é immerso in questa realtà nota meno é la progressiva spirale di restrizioni alla libertà. Da quando siamo partiti, di anno in anno, nuove leggi, nuove norme, regolamenti, nuovi radar, apparecchiature di videosorveglianza, sistemi di controllo e tracciamento, ci vengono confezionati addosso come camicie di forza. Il futuro, delineato dalla scienza é ancora più preoccupante. Automobili senza conducente, robot che vanno a sostituire un’ampia gamma di professioni. Cosa faremo quando verremo sostituiti da esseri pensanti di latta ? Basta riguardare i vecchi film di fantascienza per dire : ci siamo.
E noi ? Più vediamo allontanarsi verso il futuro il mondo che ci ha fatto da culla, più ci avviciniamo alla natura, alla semplicità e all’essenziale, insomma … alla Terra.
Questa inversione di marcia ci sembra l’unica via praticabile per evitare di diventare i futuri schiavi dei robot.
Romano
Pagina 1 di 49